I 4 Cantoni -2016- - La strada di Disossato

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I 4 Cantoni -2016-

La mia strada
VENERDI' 17 GIUGNO 2016.

Come si evince dalla data, questo non è un giorno adatto alle partenze inoltre se la partenza è prevista per le ore 03:00 i partecipanti diminuiscono drasticamente e cosi' non rimane altro che la partenza del "disossato" in solitaria.
La voglia di partecipare a questo tour è straordinaria, ci sono tutti i presupposti per far si' che queste siano giornate memorabili a partire dagli organizzatori, Gabriele e Maria Pia che hanno fama positiva per questo genere di trasferte !

Tutto è pronto e nonostante le minuziose indicazioni espresse sul forum Yamaha Fjr 1300 Club Italia che dettagliano il tour in maniera impeccabile, sono comunque leggermente frastornato.
BEtty non ha un filo d'esitazione invece e appena accenno la pressione sul tasto start, il suo imponente rombo rimbomba per le silenziose vie del mio piccolo paesino.
I fari squarciano il buio e mi aprono un varco per iniziare il mio lungo viaggio; i chilometri saranno tanti ed è inevitabile la percorrenza autostradale. Nonostante l'orario, la temperatura è davvero mite ma il buio non mi permette di apprezzare il cielo e di li a poco mi renderò conto che è molto nuvoloso quando nei pressi di Arezzo si scatena un vero e proprio nubifragio; in men che non si dica sono zuppo come un pulcino ma con la mia teoria del "bagna e asciuga" e col mio sano ottimismo dopo altri cento chilometri sono di nuovo bello asciutto.
In perfetto orario e per nulla stanco , alla prima occasione contatto l'amico Gino per fargli sapere che arriverò all'appuntamento di Verona Nord con mezz'ora di anticipo.
Lo trovo ad aspettarmi al parcheggio e dopo i saluti di rito siamo pronti a partire e ad apprezzare il lungo lago del Garda che poi ci vedrà protagonisti in una indimenticabile cronoscalata sulla famosa strada della Forra ! Che posti ragazzi ! Qualcosa di magico !

Nonostante i limiti ed il traffico del lago siamo comunque in anticipo e decidiamo di goderci un pranzetto all'autogrill di turno; tempo di rilassarci e sentiti gli altri si decide di proseguire verso la frontiera dove riconsolideremo il gruppo dei partecipanti del Venerdi'. Dopo una giusta attesa ecco arrivare i nostri amici; già si percepisce la solita bella atmosfera e nonostante qualche preoccupazione per il passaggio in territorio elvetico, tutto procede per il meglio e ci lasciamo alle spalle il posto di dogana mettendo finalmente le nostre ruote in terra Svizzera.
Dobbiamo incontrarci con Gabriele che poi ci condurrà in albergo e l'attesa nell'area di servizio Piccadilly ci permette di socializzare e di apprezzare la nuova e fiammante Fjr 1300 dell'amico Enzo................una meravglia !

Finalmente arriva l'organizzatore e di li a poco il già nutrito serpentone si fà notare per le strade Svizzere; costeggiamo il lago di Lugano e possiamo apprezzarne tutto il suo splendore, nonostante una leggera pioggerellina ci ricordi che siamo in territorio montano.
Finalmente giungiamo in Hotel proprio al centro di Lugano e ci diamo appuntamento nella hall per fare una bella passeggiata e mettere le zampe sotto al tavolo per la cena.
La stanchezza inizia a farsi sentire ma è comunuqe molto piacevole passeggiare per questa bella città ed apprezzarne le sue strade semi deserte già alle 20:00 della sera. Qui le attività commerciali chiudono alle 17:30 e fà comunque strano vedere la famosa Via Nassa cuore dello shopping di lusso, vuota e silenziosa.
Trascorriamo proprio una piacevole serata e conosciamo i simpatici e disponibili amici di Gabriele e Maria Pia che domani ci supporteranno nei nostri spostamenti.
Quando tutti si ritirano nelle loro stanze insieme ai soliti "nottambuli" è ormai un rito la consumazione della "tisana".
Ci ritroviamo intorno ad un tavolo con al centro un'ottima bottiglia di grappa gentilmente offerta dall'amico Gino che scalda ancor più l'atmosfera e ci prepara ad un riposo degno di tale nome.

SABATO 17 GIUGNO 2016.

Ho dormito a lungo ed in maniera meravigliosa; nonostate la comodità della mia BEtty, i quasi mille chilometri di ieri si erano fatti sentire.
C'è un'atmosfera speciale nella sala colazioni, tutti pronti ad affrontare questa prima giornata di raduno frà le meravigliose strade e gli splendidi scenari Svizzeri proposti da Gabriele.
Siamo oltre 30 moto e si decide di dividerci in gruppi per non creare problemi alla circolazione e per avere tutto sotto controllo.
Prima della partenza abbiamo subito una dimostrazione dell'intolleranza della Polizia Svizzera verso noi Italiani. In una innocente manovra tagliando la striscia continua, l'amico Michele viene fermato insieme a tutto il gruppo dagli agenti che ci tengono al palo per oltre mezz'ora facendo una ramanzina al malcapitato e mostrando il grande astio verso di noi. Lasciamo correre e incassiamo anche questo abuso sperando che sia il primo e l'ultimo.
Ma torniamo a noi, ci dirigiamo verso il Passo del San Bernardino; la giornata è bella e la temperatura è di quelle giuste e nonostante gli oltre 2000 metri d'altitudine si stà davvero bene. In questo primo tratto abbiamo iniziato a saggiare la bellezza di queste strade e di questi panorami. Proseguiamo ridiscendendo la vallata ed attraversando caratteristici e ordinati paesi come Andeer e Thusis solo per citarne un paio; proprio all'altezza di quest'ultimo iniziamo a risalire nel cuore della montagna e di li a poco raggiungiamo il famoso Passo del Lanzeraide. Si avvicina l'ora di pranzo cosi' riprendiamo le moto e ci dirigiamo a Coira dove è prevista la più lunga sosta della giornata. Coira è considerato il più antico agglomerato elvetico, viene spesso chiamata "La città più vecchia in Svizzera". Gabriele aveva provveduto ai permessi di parcheggio e cosi' di li a poco invadiamo una graziosa piazzetta con i nostri bolidi ed in men che non si dica ci ritroviamo con i piedi sotto al tavolo di un grazioso ristorante dove consumeremo il nostro ottimo pranzetto.

Sono le 15:00 ed è tempo di rimetersi in viaggio; per il pomeriggio è prevista qualche spruzzata d'acqua e per tal motivo si provvede tutti alla fastidiosa vestizione degli antipioggia. Lo odio !!!!!!!!
Da qui procederemo attraversando il Principato del Liechtenstein dove è d'obbligo una sosta davanti al palazzo del Principe che guida di fatto il più piccolo Stado d'Europa, una bellezza !
Attraversiamo un'altro valico di frontiera e siamo finalmente in Austria; gli scenari non cambiano moltissimo, si ritrovano anche qui strade perfette e paesaggi suggestivi. Tutto procede al meglio ed il serpentone che di tanto in tanto si ricompatta agli incroci dei diversi paesi che attraversiamo è davvero un bel vedere.
Quando arriviamo nei pressi di Partenen il tempo non è poi cosi' male; la strada è bella asciutta e nonostante qualche minacciosa nuvola non piove. Finalmente siamo davanti alla sbarra che delimita la meravigliosa 188 che sale sul famoso Passo del Silvretta Hochalpenstrasse. L'adrenalina sale, le moto sono belle calde come gli pneumatici e quando finalmente entriamo in questo vero e proprio parco giochi mettiamo mano all'acceleratore e abbassata la visiera iniziamo questa bellissima salita al passo. Che strada ragazzi ! Mi devo fermare per apprezzare i tornanti che da quassù disegnano traiettorie fuori dal comune. Mentre si sale una leggera pioggia ci tiene compagnia ma questo non guasta l'emozione di aver percorso uno dei tratti stradali più belli d'Europa.

Ormai ci siamo; pochi chilometri e raggiungiamo Galtur, il paesino che ci ospiterà per la nottata. Arriviamo quindi all'Hotel Die Post , un posto che consiglio, a misura di motociclista. Un 4 stelle molto bello dove il personale farà del tutto per allietare la nostra sosta. L'Hotel è a ridosso del piccolo torrente Bircha che con il suo caratteristico rumore rende ancor più suggestiva la nostra sosta.
Sono talmente accaldato che con l'amico Michele decido di sorseggiare una birra ghiacciata al riparo della grande veranda dell'hotel approfittandone per fare quatro chiacchiere sulla bellissima eperienza appena trascorsa.
E' ora di cena e ci ritroviamo tutti nell'accogliente sala ristorante dove di li a poco ci verranno servite gustose prelibatezze.........................indimenticabile la minestra di ortiche !
Il clima è di quelli giusti, tanta spensieratezza e tanta voglia di aggregazione ed è cosi che raduno dopo raduno si instaurano legami forti con tutti i partecipanti ed è cosi' che poco a poco il gruppo diventa una vera e propria famiglia.
Domani ci attende un'altra impegnativa giornata e vissuto il rito della "tisana" siamo tutti pronti a raggiungere le nostre stanze per far riposare le nostre stanche ossa.

DOMENICA 18 GIUGNO 2016.

La mia sveglia trilla molto presto, sono le 05:45 e mi accorgo che forse un'altra oretta su questo riposante letto me la sarei fatta volentieri ! Non mi perdo d'animo e nonostante un clima invernale con quella pioggerellina fitta, fitta quella nebbia che preclude la vista sulle cime innevate, cosi' mezzo spogliato metto il naso fuori sul bel balcone di cui è provvista la mia camera per fumare la prima sigaretta della giornata assorto nei pensieri e coccolato dalla musica del Bircha che scorre proprio sotto i miei piedi.
Dopo una colazione "regale" iniziamo i preparativi. Oggi la pioggia ci terrà a lungo compagnia come l'odioso antipioggia che per forza di cose sono costretto ad indossare. Il serpentone si muove lentamente ridiscendendo a valle alzando nuvole d'acqua al suo passaggio e cosi' attraversiamo Mathon poi Umich raggiungendo Landeck puntando dritti verso il Lago di Resia ( Curon Venosta ) dove faremo la prima tappa della giornata ed immortaleremo il famoso campanile che spunta frà le acque calme del lago.
Nonostante il tempo ci sono molti visitatori nel piazzale antistante e tutti si affannano per immortalare questo raro spettacolo, piove e fà freddo ma riusciamo lo stesso a goderci questo primo punto d'interesse della giornata. Dopo la frizzante aria Svizzera ed Austriaca respiriamo finalmente tutti l'aria del nostro Belpaese ed anche se per pochi chilometri percepisco la positiva sensazione di stare finalmente a casa ! Intanto ha anche smesso di piovere e le strade tutto sommato tornano percorribili e gradevoli fino a giungere ad un'altra perla e a sostare nella cittadina di Glorenza . I suoi pochi abitanti dicono cosi' per identificarla : "La nostra città è così piccola che dobbiamo andare a messa fuori dalle mura."

Invadiamo il parcheggio appena fuori le mura e tutti ( tranne me ) si avviano per immortalare qualche angolo suggestivo e qualche scorcio che emoziona.
Riprendiamo il nostro cammino e subito siamo destinati a rientrare in territorio elvetico non prima di aver percorso la suggestiva SP41 ed il più famoso Passo del Forno che ci porterà dritti verso Mustair, primo paese dopo la frontiera.
In maniera più che ottimistica avevo deciso di dismettere l'antipioggia ma appena iniziamo ad attraversare il Parco Nazionale Svizzero una leggera pioggia ed un freddo intenso tornano a farci compagnia. Per me non è un grande problema; la fiilosofia del "bagna e asciuga" vale anche frà queste belle montagne e poi devo manovrare la mia fidata Drift per immortalare questi momenti che mi permetteranno successivamente di dar vita al solito filmato ricordo.
All'altezza di Zernez prendiamo alla nostra sinistra in direzione St.Moritz , la rinomata località che ci vedrà ospiti per la consumazione del pranzo. Anche qui gli organizzatori si sono superati il locale è molto bello e le sue immense vetrate ci fanno ammirare lo splendido lago St.Moritzersee incorniaciato dalle montagne con le loro candide cime innevate; insomma un paesaggio mozzafiato e gustare la salsiccia di vitello con patate fritte davanti a questo scenario, ha tutto un'altro gusto !

Purtroppo dopo pranzo iniziano a salutarci i primi amici che faranno rientro alle loro casette ed un velo di malinconia mi pervade l'anima come ogni volta che questo accade. Ci salutiamo ed assieme ai fortunati che come me potranno trattenersi in questi meravigliosi scenari per un'altro giorno ci avviamo verso la nostra amata Italia e dopo aver percorso il bellissimo Passo del Maloia, accarezziamo le rive del Lago di Como. Finalmente ha smesso di piovere e la temperatura è decisamente calda, quasi afosa; si decide per un'ulteriore sosta e dopo esserci rifocillati e gustato finalmente un buon caffè , il gruppo dei fortunati si dirige verso la bella Lugano e precisamente verso l'hotel che ci aveva ospitato nella giornata del venerdi'.
Non mancano le sorprese e seguendo gli apripista mi rendo conto che non ci stiamo dirigendo in albergo...................è proprio cosi'; i ragazzi ci hanno organizzato una ricca merenda a casa dell'amico Eraldo e della sua Daniela che ci stupiscono servendoci tanto ben di Dio in uno scenario surreale , una bellissima piazzetta a misura d'uomo dove sotto l'acqua corrente di una bella fontana ci aspettano delle fresce bevande e dove su tavoli sapientemente imbanditi ci aspettano pietanze con sapori d'altri tempi. Davvero una sorpresa degna di nota.
Dopo aver appagato i nostri palati Eraldo ci svela la sua passione in tutto il suo splendore; con gli anni ha costruito un vero e proprio museo dedicato alle due ruote; tanti cimeli, tanti trofei e pareti che trasudano di storia e di vita vissuta fino ad aprire il suo fornito garage e farci ammirare delle meravigliose moto che hanno fatto la storia. Complimenti caro Eraldo !

LUNEDI' 20 GIUGNO 2016.

Dopo tanto penare e mi riferisco al clima di ieri ; oggi è una giornata che definire estiva sarebbe riduttivo ed è la ciliegina sulla torta di questo meraviglioso tour.
Siamo chiamati a scoprire e percorrere i passi più belli e più famosi nel mondo delle due ruote. La voglia è tanta e dopo abbondante colazione caricati i bagagli si lascia ( per quasi tutti ) l'hotel e la bella Lugano . Il primo passo è quello di Lucomagno, un valico alpino in quota quasi 2000 metri , una vera e propria giostra, un susseguirsi di tornanti immersi in uno scenario fantastico tanto che a tratti non sò cosa guardare; certo il richiamo del motore della BEtty è davvero forte e non posso fare a meno di spingere per affrontare la staccata successiva............che meraviglia ! In cima al passo il classico laghetto incastonato frà i monti dove una sosta ci stà tutta e dove posso apprezzare la gioia negli occhi dei miei amici e delle loro zavorre.
La voglia di scoperta è tanta e dopo una sigaretta e qualche scatto si riprende il cammino verso il Passo dell'Oberalp, strade che sembrano un tavolo da biliardo senza imperfezioni e poi con questa giornata la visibilità è ottima ed essendo un giorno feriale il traffico praticamente inesistente ed è cosi' che anche gli spiriti più pacati del gruppo esprimono il loro meglio e vedo guidare tutti, ma proprio tutti al loro limite e senza sbavature. Questo dell'Oberalp è un passo caratteristico in quanto è servito da una ferrovia che collega Zermatt a St. Moritz e dopo la solita sosta foto e sigaretta ridiscendendo siamo fortunati nell'apprezzare il famoso Glacier Express che solca le montagne con il suo lento ma affascinante andare.

Per me è un'emozione continua e chilometro dopo chilometro ripenso alle tante curve fatte e ai tanti scorci che rimarranno impressi nei miei ricordi più belli mentre ci dirigiamo verso il più famoso Susten Pass. Incredibile la sensazione di libertà che provo frà queste belle montagne. Durante il tragitto incontriamo diversi "intendidori" che si godono i 45 chilometri del passo fino ad arrivare al tunnel superato il quale il grande piazzale apre alla vista un paesaggio suggestivo incastonato frà pareti di neve bianca alte più di 3 metri. Non solo motociclisti infatti, ma anche fortunati possessori di auto supersportive che rombano trà un tornante e l'altro. E' la volta quindi del Grimsel Pass. Dopo una lunga sosta scaldati da questo magnifico sole, ci rimettiamo in sella prima che termini la scarica d'adrenalina che tutti noi abbiamo avuto e veniamo di nuovo rapiti dal maestoso panorama che ci tiene compagnia. Dopo ore di guida io e la mia BEtty siamo un'unica cosa e non posso fare a meno, ogni volta che iniziano le curve che portano alla sommità del passo di aprire il gas e mettere alla frusta la mia vecchietta ! La caratteristica del Grimsel è che ci sono vari laghetti artificiali che rendono il paesaggio ancor più suggestivo considerati i 2300 metri d'altitudine. Altra sigaretta, altri scatti ed altre risate e si punta al vicino e più famoso Passo della Furka. Incredibile come i tornanti di questo passo formino traiettorie spettacolari e coinvolgenti; una sosta al Belvedere ci stà tutta. Qui la fanno da padrone una grande famiglia di marmotte abituata alle visite dei molti turisti che con il loro fare disinvolto si avvicinano a noi fino ad essere accarezzate. E' giunta l'ora di pranzo e Gabriele e Maria Pia sfoggiano un'ulteriore colpo di scena; all'insaputa di tutti hanno organizzato un pranzetto da consumare in alta quota baciati dal sole con ogni ben di Dio, polpette,affettati,pomodorini,bevande e l'immancabile cioccolata Svizzera. Ci godiamo il tutto e spero che non fnisca mai questa gita incredibile ma è il tempo di tornare nell'alto ticino e quindi ridiscendere dal Furka e dopo Obergoms fare qualche decina di chilometri e prepararci ad affrontare il bellissimo Passo della Novena ( Nufen Pass ). Dobbiamo salire a quota 2500 metri e la mia BEtty sembra apprezzare certe altitudini; il motore gira che è una meraviglia ed il nuovo impianto frenante anteriore sembra fare il suo egregio lavoro. Ad un tratto un bolide verde con il suo pilota con tuta in pele in tinta, decide di passarci e di dare sfogo a tutta la sua cavalleria. Non ci penso due volte; scalo un paio di marce e apro il gas fino a stargli dietro di un centinaio di metri. Il tipo si accorge della mia presenza ed inizia a d esagerare, ma non mollo e quando la BEtty entra in coppia e riusciamo ad affrontare i primi curvoni veloci gli siamo davvero sotto, tanto che al tipo non serve guardare gli specchietti perchè sente il rombo delle scalate in seconda marcia della BEtty. La strada sembra interminabile ed io mi stò davvero divertendo, poi verso la vetta arrivano i tornanti da prima marcia e li' non c'è nulla da fare; all'uscita degli stessi quando il tipo spalanca il gas è impossibile stargli attaccato. Arriviamo in cima al passo praticamente assieme, il tipo rallenta, alza la sua visiera e alza il pollice sinistro in cenno di saluto, ricambio il saluto e mi fermo sull'immenso piazzale ad attendere i miei amici. Ci godiamo anche qui un panorama unico in questa giornata metereologicamente perfetta. Questo sarà l'ultimo passo della giornata e presto verrà il momento dei saluti. Ci godiamo ogni minuto ed immancabile sarà immortalare questo momento schierati dietro i nostri bolidi...................la vecchia e la nuova generazione di una moto unica, la nostra Yamaha Fjr 1300.

Appagati si riprende il cammino e arrivati nei pressi di Bellinzona si sceglie l'area di servizio per i saluti ed i ringraziamenti, sono circa le 16:00 e ognuno dei partecipanti ha un programma a completamento della giornata, con il solito velo di tristezza, dopo aver salutato mi rimetto in viaggio in solitaria verso la frontiera che segnerà il mio definitivo rientro in Italia.
Sono stato invitato dagli amici Francesco e Luisella nella loro dimora a Cantù e non tardo molto ad arrivare.
Luisella mi accoglie nella loro splendida casa e dopo poco arriva Francesco che mi donerà la sua sella Corbin ed altre cose preziose. Mi invitano a rimanere ma ormai ho deciso che farò rientro a casa nonostante l'arrivo sia previsto come al solito in orario notturno.
Non mi dilungo e non vi annoio ulteriormente, parto verso le 19:30 da Cantù optando per l'autostrada ed il viaggio sembra interminabile !
Dopo le tante soste ravvicinate arrivo finalmente a casa alle 03:30, sono stremato ma estremamente contento.

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